Q&A con Paul Strong: Parte 1

March 10, 2015
Q&A con Paul Strong: Parte 1

Abbiamo incontrato Paul Strong, che interverrà al Cloud Expo Europe di Londra la prossima settimana sul tema “Simplifying IT to Unleash Innovation”. Nell’intervista che segue abbiamo raccolto alcune anticipazioni sul suo intervento che si terrà il 12 marzo alle ore 12.

  • Il tuo ruolo è di connettere le attività di R&D di VMware con i clienti e i partner. Puoi raccontarci un po’ di più di questo, e quali sono le priorità per l’anno in corso?

Sono fortunato perché sono alla guida di un team eccezionale, e gestisco diverse iniziative VMware ad ampio raggio focalizzate sulla connessione delle attività di R&D con i nostri clienti e partner. Avere ottimi collegamenti con i nostri clienti e partner è importante per il successo di VMware, per diverse ragioni.

In primo luogo, tanto più comprendiamo i nostri clienti e i partner, tanto più i nostri prodotti e le soluzioni che offriamo saranno soddisfacenti. Conoscendo le esigenze dei nostri clienti, sia di quelli che condividono le loro esperienze, che dei clienti che non sono ancora propensi a farlo, possiamo migliorare i nostri prodotti affinché siano più vicini alle loro esigenze, e innovare perché corrispondano alle loro richieste.

Secondo, è importante il continuo aggiornamento dei nostri clienti, affinché comprendano le tecnologie che stiamo sviluppando e il contesto all’interno del quale innoviamo. Quando i nostri clienti scelgono la tecnologia VMware fanno un investimento – non solo sui prodotti esistenti ma anche sulle soluzioni del futuro – ed è importante che sappiano verso dove stiamo andando nel lungo periodo, per ottenere il massimo dal rapporto con noi.

Le nostre priorità per quest’anno sono di intraprendere una conversazione più strategica sul ruolo della tecnologia nel business, spingendo l’interazione in settori particolari (come le Telco) e l’high performance computing, aree in cui VMware non è ancora considerata top of mind tra le piattaforme esistenti – per esempio con programmi come CTO Ambassador Program.

  • Al Cloud Expo, presenterai “La Grande Sfida – Semplificare l’IT per scatenare l’innovazione”. Le persone che vogliono seguire il tuo intervento, cosa devono aspettarsi?

Cerco sempre di tenere un intervento interessante e per certi aspetti provocatorio nei confronti del pubblico, con qualcosa per intrattenerli. Credo che stiamo vivendo il momento più interessante della storia dell’IT, molte delle ipotesi che abbiamo elaborato tempo fa sono state spazzate via. Come ho accennato parlando delle novità di quest’anno, abbiamo davvero bisogno di discutere sull’intersezione della tecnologia con il business. Nel corso della mia carriera, ho notato che la tendenza è quella di pensare alla tecnologia come la soluzione per ottimizzare le cose che facciamo, spesso riuscendoci. Essenzialmente, la tecnologia è vista con una funzione di supporto. Quello a cui stiamo assistendo è che invece la tecnologia venga utilizzata fondamentalmente per cambiare il business, permettendo alle organizzazioni di fare le cose in modo diverso.

  • Parlerai di come l’IT nelle grandi aziende sia in un momento di crisi. Perché è cosi?

In sostanza, il paradigma del cloud computing ha introdotto un’asimmetria essenziale nel mondo del business. L’impresa piccola e agile ora ha accesso alla stessa tecnologia delle grandi organizzazioni. La tecnologia – infrastrutture, piattaforme e software – possono essere facilmente acquistate e utilizzate, in scala… con poco capitale. Questo significa che l’agilità ora è un vantaggio. Le grandi aziende devono essere reattive alle sfide che le circondano, o rischiano di rallentare e diventare irrilevanti.

La tecnologia viene utilizzata per aggirare molti assunti alla base di molti modelli di business esistenti. Pensiamo a Wikipedia contro l’Enciclopedia Britannica, o Netflix contro Blockbuster! In teoria, le imprese esistenti dovrebbero vedere questi cambiamenti da sole. Tuttavia, sia che esse siano reattive o dirompenti, per fare questo, hanno bisogno che l’IT sia agile e dinamico. Eppure questo è lontano da ciò che l’IT è attualmente. I costi enormi e la complessità di costruire le infrastrutture e i servizi ha portato a organizzazioni IT tipicamente statiche e pratiche che si concentrano più sulla limitazione dei rischi. Ma c’è una soluzione per questo: semplificazione.

Per saperne di più sull’intervento di Paul Strong, tieni d’occhio il blog per il secondo post in arrivo nei prossimi giorni.


 
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