Previsioni per il 2016: ecco cosa pensa VMware

February 17, 2016
Previsioni per il 2016: ecco cosa pensa VMware

David Parry-Jones, Vice President e General Manager per il Northern Europe di VMware, spiega quello che il 2016 significherà per le aziende in termini di cloud, sicurezza, mobility e nuove competenze

 

1. L’era professionale dell’hybrid cloud

Negli ultimi anni i dipartimenti IT hanno spostato progressivamente i confini e testato i limiti dell’IT aziendale basato sul cloud. Nonostante questo, attualmente l’evoluzione del cloud sembra quasi un ponte costruito a metà: con due torri-silos che sono nella maggior parte dei casi ancora scollegate e senza connessioni tra loro. Da una parte si trova la torre del private cloud, in cui la governance è forte ma la delivery delle app è troppo lenta, sull’altro lato la torre del public cloud off-premise, in cui la delivery delle app è veloce ma la governance è debole.

Per gestire tutto questo in modo più efficace e mantenere un collegamento costante, le organizzazioni si sposteranno sempre più verso un approccio ibrido al cloud, più connesso e compatibile, in cui le aziende possono lanciare le applicazioni in modo vasto e non limitato a un silos. Questo modello di cloud ibrido unificato rappresenterà l’IT nel 2016 e fornirà anche le basi per gli anni a venire.

2. Sicurezza: maggiore controllo dei dati e sovranità su di essi

Quest’anno potremmo assistere a una vera rivoluzione nel mondo dei dati in termini di nuova legislazione europea.

In primo luogo, l’imminente nuova normativa sulla protezione dei dati della UE che raccomanda norme di tutela dei dati più forti per l’Europa. Quest’argomento potrebbe tornare vigorosamente in primo piano con il referendum sull’appartenenza all’Unione Europea che la Gran Bretagna affronterà tra qualche mese; nel caso in cui l’Inghilterra decidesse di lasciare la UE sono, infatti, ancora molti i fattori incerti nell’ambito della tutela dei dati: ad esempio, dove dovranno essere memorizzati i dati delle aziende UK e se dovranno essere necessariamente archiviati in silos che risiedono sul territorio inglese.

Preoccupa una recente ricerca realizzata da VMware che mostra come il 63% delle organizzazioni in UK non sia in grado di affermare con sicurezza dove siano memorizzati i propri dati. Va da sé che se un’organizzazione non sa dove risiedono i propri dati, non saprà neppure quali siano i propri obblighi in termini di sovranità su di essi. Anche in questo caso, un approccio di hybrid cloud corretto si rivelerà fondamentale in quanto consentirà alle aziende di sfruttare il cloud sapendo allo stesso tempo dove risiedono i dati, per essere così pronti ad affrontare quello che accadrà indipendentemente dalle discussioni in corso.

3. Sicurezza e virtualizzazione: il Software Defined Network

La virtualizzazione utilizzata come architettura di base sta fornendo un livello fondamentale di traduzione che connette l’infrastruttura IT, le applicazioni coesistenti e i dati. Mentre l’infrastruttura di rete generale e il cloud computing sono adottate in modo sempre più ampio, i CIO stanno capendo che il Software-Defined Networking (SDN) è la chiave per aiutare i dipartimenti IT sia a sostenerne la delivery rispetto alle aspettative elevate che un business sempre più ampio comporta, sia a elevare il tema della sicurezza.
Il SDN si affermerà in modo costante nel corso del 2016 perché fornisce un roll out più efficiente e costante della sicurezza, automatizzando il deployment dei servizi e riducendolo a pochi minuti invece che intere settimane.

4. Maggiori investimenti nella mobilità

Sono stati fatti molti passi in avanti nel migliorare l’efficienza mobile nel lavoro. Ad esempio, come abbiamo scoperto nel nostro primo Rapporto annuale sulla Business Mobility oltre l’85 per cento delle organizzazioni in EMEA ha reso disponibili applicazioni per la produttività individuale di base come l’email. Tuttavia, sussiste ancora un abisso evidente quando ci si sofferma su come migliorare la produttività aziendale in modo più ampio, e solo il 17 per cento delle aziende globali che abbiamo intervistato ha spostato un processo di business critico verso un modello mobile.
La tecnologia è una forza motrice fondamentale e abilitante per le organizzazioni, e guida il successo del business, dalla fidelizzazione dei clienti all’impegno dei dipendenti, fino alle vendite e ai guadagni. Le organizzazioni dovrebbero porsi come obiettivo per il nuovo anno l’essere rapide nel rispondere ai trend di mercato, alle esigenze dei dipendenti e alle pressioni finanziarie, abilitando un ambiente di lavoro più flessibile e fluido. Molte organizzazioni, purtroppo, sono frenate troppo dal riorganizzare e gestire i sistemi IT legacy, e non sono ancora in grado di sfruttare le nuove tecnologie disponibili.

5. Necessità di ripensare le nostre competenze

Nonostante le competenze siano state in cima alle priorità delle aziende per anni, la forza lavoro si trova ancora a fronteggiare un divario in termini di preparazione – molti dipendenti lavorano in organizzazioni caratterizzate da strutture vecchie e rigide nelle quali non è possibile collaborare in modo immediato. Si potrebbe guardare alla situazione attuale in questa prospettiva: oggi esiste il talento digitale ma è bloccato in un mondo analogico.

Quando reclutano giovani talenti, i responsabili delle aziende guardano ai candidati che possiedono le digital skill e sono portatori di una prospettiva nuova rispetto a come fare business. Tuttavia, è necessario pensare in modo più esteso e guardare anche alle competenze che già si possiedono. La nostra ricerca sulle digital skill ha rivelato che i dipendenti della vecchia generazione hanno un ruolo chiave nel guidare la digital tranformation all’interno delle aziende, poiché si rendono conto dell’importanza delle digital skill nella crescita del business e nel creare un vantaggio competitivo. In Italia il 48% degli intervistati fra i 45-54 anni di età cerca consulenza o formazione sulla progettazione e il design delle applicazioni mobile, e quasi un terzo (35%) della fascia dei 55enni è interessato alla scrittura di codici e alla creazione di contenuti online.

Quest’anno, le organizzazioni dovranno fare evolvere le proprie competenze su tutta la linea – solo allora le aziende saranno in grado di utilizzare pienamente il proprio talento e sfruttarne il potenziale a vantaggio del business. Investire nel talento digitale può aiutarli a innovare più rapidamente, migliorare la competitività di un’azienda e aumentare il fatturato. In ultima analisi, investire in questo campo permetterà di stimolare la crescita economica e la produttività.


 
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