Perché viviamo in un mondo asimmetrico

March 7, 2016
Perché viviamo in un mondo asimmetrico

Tutti amano i racconti in cui il protagonista più piccolo e debole riesce a superare ostacoli che sembrano impossibili. Forse per questo motivo la storia di Davide e Golia ha avuto così successo nel tempo: un protagonista destinato a perdere che riesce a trasformare la sua debolezza in un vantaggio e abbattere un gigantesco avversario. È interessante notare come questa leggenda possa essere interpretata in modi diversi; recentemente il giornalista e sociologo Malcolm Gladwell ha evidenziato in un libro alcune interpretazioni sbagliate della leggenda di Davide e Golia, sottolineando come il gigante avesse sovrastimato le sue possibilità e come Davide avesse dalla sua l’abilità di percepire i difetti. È facile a questo punto tracciare un parallelo dello scontro biblico tra il forte e il debole e il mondo del business.

Anche il mondo del business è sempre sbilanciato e diseguale, ma in una direzione che non ci aspetteremmo. Come ha spiegato Pat Gelsinger durante il keynote del VMworld 2015 “Le persone stanno cambiando le regole del gioco. Emergono nuove start-up che non hanno nulla da perdere e che, adottando nuovi modelli di business, stanno attaccando e minacciando la sopravvivenza delle aziende tradizionali”.

Mentre tradizionalmente le aziende di grandi dimensioni sfruttavano per prime i vantaggi dalle asimmetrie che caratterizzavano il mondo del business, oggi il ritmo incalzante del cambiamento – dal punto di vista delle aspettative dei clienti, delle esigenze interne di tecnologia e dei vincoli in termini di time to market – determina l’ascesa delle imprese più piccole. Agilità e flessibilità sono elementi fondamentali per il successo; mentre le grandi aziende sono frenate dalla tecnologia legacy o da processi obsoleti, i rivali più piccoli adattano il loro modello di business on demand e si trovano quindi in una posizione ideale.
Ora ci aspettiamo che anche in questo contesto Davide batterà Golia? Fino a oggi non è accaduto, ma le attuali asimmetrie del mercato stanno realmente trasformato lo scenario. Ecco i fattori chiave che hanno contribuito a questo cambiamento.

  1. L’ambiente di lavoro sempre più dinamico

Il lavoro non è più solo un luogo fisico, è ciò che si fa. Il nostro rapporto con l’ufficio è cambiato. I team diventano globali e i dipendenti, anche se passano meno tempo alla propria postazione, sono più produttivi che mai – in grado di lavorare in remoto, da qualsiasi luogo, con qualsiasi dispositivo.
Le organizzazioni capaci di riconoscerlo e di soddisfare le richieste di maggiore libertà da parte dei dipendenti saranno in grado di trarne anche maggiori benefici.

  1. Le tante generazioni nella forza lavoro

Dai Baby Boomers alla generazione X e Y, fino ai Millennials, le imprese devono soddisfare le esigenze di tutta la forza lavoro, offrendo allo stesso tempo la possibilità di sviluppare nuove competenze tecnologiche dove necessario.
Anche se i Millennials hanno ricevuto molti apprezzamenti negli ultimi anni come forza in grado di modernizzare e ridisegnare il posto di lavoro, è importante riconoscere che non è semplicemente una questione di data di nascita, ma si tratta di un atteggiamento nei confronti dell’IT. I dipendenti di tutte le età dovrebbero essere incoraggiati a sviluppare nuove competenze digitali per promuovere l’agilità e l’innovazione in tutta l’azienda. A conferma di questo dato, in una nostra recente ricerca abbiamo scoperto che sono i dipendenti più anziani a voler imparare nuove competenze digitali e a voler trovare nuove modalità di lavoro che generino una maggiore produttività per il business, tanto che il 75% degli intervistati è disposto a usare il tempo proprio a questo scopo.

  1. L’imprevedibilità dei flussi di ricavo

Aziende come Uber, Airbnb o Netflix hanno insegnato che in qualsiasi momento il business può aprirsi a nuove opportunità o, di colpo, subire un’interruzione. Pianificare gli investimenti è quindi molto più difficile che in passato; rimanere competitivi richiede un approccio flessibile al business, per supportare un’organizzazione che vuole poter rendere disponibili sul mercato nuovi servizi il più rapidamente possibile, e modificare la strategia se necessario.

  1. La scomparsa della relazione tra requisiti di investimento e presenza sul mercato

Le regole per avere successo in un nuovo mercato sono cambiate e ora vanno molto oltre rispetto alla semplice presenza fisica nell’area geografica. Il cloud computing ha semplificato la sfida di implementare l’infrastruttura IT in nuovi territori, questo significa che le organizzazioni ora possono crescere ed estendersi con un investimento molto più limitato rispetto al passato. Lo stesso avviene quando si introduce sul mercato un nuovo prodotto, servizio o divisione di business – l’era del mobile, da questo punto di vista, comporta per le organizzazioni la possibilità di aprirsi a nuove opportunità di guadagno con maggiore facilità.

  1. Le esigenze mutevoli dei clienti

Per tenere il passo con un mondo sempre più “liquido”, i clienti sfruttano i propri dispositivi mobili per portare a termine le proprie attività, ovunque si trovino. Vogliono essere in grado di agire in modo indipendente e si aspettano che le aziende con cui fanno business forniscano le stesse capacità. Se non è possibile tenere il passo, non si rischia solo di perdere possibili guadagni, ma anche di prestare il fianco agli attacchi imprevisti dei propri avversari.

 


 
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