Perché la valorizzazione delle persone e delle piattaforme dà vita a un ottimo posto in cui lavorare

April 24, 2018
Perché la valorizzazione delle persone e delle piattaforme dà vita a un ottimo posto in cui lavorare

James McMahon, head of digital workplace, Atos


“Il modo in cui lavoriamo sta cambiando” potrebbe essere una delle frasi più gettonate degli ultimi anni, ma, osservando gli scorsi 12 mesi, è difficile negare che il modo in cui le organizzazioni si interfaccino con il posto di lavoro sia mutato significativamente.

Le imprese all’avanguardia stanno realizzando che investire in risorse rilevanti per offrire una customer experience ottimale è uno spreco se i dipendenti combattono con sistemi e processi obsoleti. Il coinvolgimento dei dipendenti è la chiave e ha un impatto misurabile sul business.

Una ricerca VMware ha riscontrato che oltre l’80% dei CIO nell’area EMEA è convinto che i ricavi possano aumentare del 5% in 3 anni se i dipendenti sono “empowered” o se gli è permesso utilizzare le applicazioni che vogliono e di cui hanno bisogno, con estrema accessibilità.

La domanda multi-generazionale e le aspettative in rapida evoluzione

La consumerizzazione dell’IT è un altro termine ampiamente discusso nell’ultimo decennio che continua a essere sempre più rilevante. Non si tratta più di fornire ai dipendenti gli stessi smartphone che usano nella vita privata – ora le aziende devono soddisfare le aspettative degli impiegati per dispositivi e applicazioni più tecnologici. Per esempio, i consumatori stanno prendendo sempre più confidenza con i dispositivi connessi ad attivamento vocale come Alexa, che possono abbassare le luci, suonare musica o anche ordinare a domicilio. Molte aziende stanno già utilizzando Alexa for Business per stampare documenti, organizzare video conferenze e completare altre attività.

A questo si aggiunge il cambiamento demografico della forza lavoro. I millennial sono spesso visti come l’elemento motore del cambiamento del posto di lavoro mentre, in realtà, la domanda è multi-generazionale. Le aziende devono trovare un equilibrio tra attrarre i nativi digitali laureati senza però alienare i lavoratori esperti. Questo lascia le organizzazioni con la necessità di trasformare l’ambiente lavorativo, soddisfacendo nel contempo le complesse aspettative della propria forza lavoro.

Unire l’aspetto umano alla tecnologia

In passato, la trasformazione digitale su larga scala sarebbe stata di unica responsabilità del reparto IT. I progetti IT avevano spesso obiettivi tecnologici, ma questo non riusciva a incontrare le richieste e necessità umane. Ciò che è cambiato è che altre aree del business si stanno interessando al programma di digitalizzazione più ampio e l’idea che la tecnologia sia di dominio dell’IT sta rapidamente divenendo obsoleta. Quando si parla di posti di lavoro digitali, le HR stanno prendendo l’iniziativa poiché il senior management riconosce l’impatto sul coinvolgimento dei dipendenti.

Questo non significa che la tecnologia non sia fondamentale – al contrario, è essenziale che ogni progetto di trasformazione del posto di lavoro sia costruito su solide fondamenta tecnologiche. L’IT potrebbe essere concentrato sul risparmio dei costi e la misurazione della produttività, ma altre parti del business contribuiranno con casi d’uso e esperienze reali per identificare e correggere le frustrazioni apparentemente minori che vengono tralasciate nei programmi di cambiamento su larga scala. Ad esempio, un modulo complesso progettato per filtrare le richieste di helpdesk, ma che spinge i dipendenti a trovare soluzioni alternative, potenzialmente compromettendo la sicurezza o la governance aziendale.

È questa nuova iniziativa da parte delle persone che le aziende devono gestire correttamente se vogliono evitare di essere involontariamente esposte. Soluzioni alternative, correzioni temporanee o adattamenti da parte di dipendenti esperti sono un sintomo di app, processi e sistemi non adatti allo scopo. Le organizzazioni dovranno decidere se intraprendere il tradizionale percorso di blocco e dire no, o se useranno questi indicatori per creare l’esperienza che i dipendenti vogliono.

Facilità di accesso, facilità d’uso

È logico che i datori di lavoro osservino come lavorano i propri dipendenti per costruire un posto di lavoro che li supporti. Con l’aumento di forze lavoro virtuali, la crescita della gig economy e della tecnologia personale che consente alle persone di lavorare in modi che fino a poco tempo fa erano limitati a un ambiente di ufficio tradizionale, la facilità di accesso e la facilità d’uso sono fondamentali per il successo.

Ecco perché le trasformazioni nel posto di lavoro digitale non dovrebbero essere considerate un progetto irripetibile. Devono essere in grado di stare al passo con il cambiamento e soddisfare le aspettative per coinvolgere i dipendenti. Le aziende che lo fanno, possono godere di una migliore reputazione tra i propri dipendenti. VMware ha anche scoperto che i dipendenti empowered hanno più del doppio di probabilità di valutare i propri datori di lavoro come leader nella trasformazione digitale rispetto agli altri dipendenti, oltre a essere quattro volte più propensi a riferire che la loro azienda è diventata un luogo di lavoro più desiderabile.

Combinare persone e piattaforme per favorire la crescita futura

In definitiva, per essere veramente efficaci, ai dipendenti dovrebbe piacere il proprio lavoro e i datori di lavoro dovrebbero aspirare a rendere questo possibile. Ciò può essere ottenuto solo comprendendo ciò che i dipendenti hanno bisogno per godersi il proprio lavoro, fornendo il supporto con cui farlo e assicurando che soddisfi i requisiti dell’organizzazione. Si tratta di una combinazione tra comprendere le persone e fornire la piattaforma e le applicazioni per soddisfare esigenze e requisiti specifici. Assicurandosi che entrambi questi aspetti siano considerati, le aziende potranno implementare spazi di lavoro digitali che consentano livelli più elevati di felicità, benessere e coinvolgimento dei dipendenti, che sfoceranno in un aumento delle performance.


 
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