Le aziende sono pronte a colmare il divario della sicurezza informatica?

June 14, 2016
Le aziende sono pronte a colmare il divario della sicurezza informatica?

Nel business oggi i dati sono fondamentali. Consentono alle aziende di prendere decisioni più rapide, mantenere il vantaggio competitivo e soddisfare meglio le richieste dei clienti. Un numero sempre maggiore di sistemi critici sono eseguiti sulle tecnologie digitali emergenti, lasciando che i dipendenti utilizzino le proprie applicazioni su qualsiasi dispositivo, ovunque si trovino. Ma, ora che i dati diventano sempre più preziosi, sono anche maggiormente vulnerabili, e le aziende si trovano esposte ad attacchi informatici sempre più sofisticati. Subire un attacco può avere gravi conseguenze, e la violazione dei dati che ne consegue può comportare per le organizzazioni multe consistenti e danni alla reputazione.

La minaccia è così grave che quasi un terzo (30 per cento in EMEA, 28 per cento in Italia) dei responsabili IT e quasi un quarto (23 per cento, 20 per cento in Italia) di chi lavora in ufficio in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), crede che il CEO dovrebbe essere ritenuto responsabile per una significativa violazione dei dati. Tuttavia, il 25 per cento dei responsabili IT ammette di non rivelare una significativa violazione dei dati ai vertici aziendali.
Queste cifre provengono dalla ricerca che abbiamo svolto[1] individuando uno scollamento tra imprenditori e responsabili IT, in termini di sicurezza dei dati, più ampio di quanto si sospettasse.

La ricerca rivela, in modo preoccupante, come gli attacchi informatici aumentino in frequenza e sofisticazione, con il 30 per cento degli intervistati che ritiene probabile un attacco entro 90 giorni. Con la complessità di un mondo sempre più digitale, i metodi di sicurezza attuali non tengono il passo. Infatti, il 32 per cento dei responsabili IT ritiene che una delle maggiori vulnerabilità per la propria organizzazione sia il fatto che le minacce informatiche evolvono più velocemente dei sistemi di sicurezza.

Sul fronte opposto, la ricerca promossa da VMware con The Economist Intelligence Unit qualche mese fa, ha rivelato che appena l’otto per cento dei dirigenti aziendali EMEA considera la sicurezza informatica una priorità per il proprio business.

“Lo scollamento tra imprenditori e responsabili IT è sintomatico della sfida di fondo delle aziende che cercano di spingere i confini, di trasformarsi e differenziarsi, e mettere al tempo in sicurezza il business contro le minacce in continua evoluzione”, ha commentato Joe Baguley, CTO VMware EMEA. “Le organizzazioni di maggior successo oggi possono essere rapide ed efficaci nella lotta alle minacce e salvaguardare il proprio brand e la fiducia dei clienti al tempo stesso. Avendo le applicazioni e i dati degli utenti su più dispositivi in luoghi diversi, oggi come non mai queste aziende sono riuscite ad andare oltre il tradizionale approccio alla sicurezza IT”.

Alcune delle maggiori vulnerabilità da arginare per la sicurezza di un’organizzazione sono al suo interno, e i dipendenti spesso disattenti o non educati alla sicurezza informatica costituiscono la più grande sfida che le aziende devono affrontare (la pensa così il 45 per cento degli ITDM in EMEA, ma solo il 31 per cento in Italia, la percentuale più bassa di tutta la Regione). La ricerca rivela anche i cambiamenti che i dipendenti sono disposti a fare per aumentare la produttività. Il 25 per cento utilizza il proprio dispositivo personale per accedere ai dati aziendali e quasi un quinto (17 per cento) rischierebbe di violare la sicurezza dell’organizzazione per svolgere il proprio lavoro in modo efficace.

La domanda che le aziende devono oggi porsi è cosa effettivamente può essere fatto per combattere efficacemente queste nuove violazioni informatiche senza danneggiare la produttività più ampia dell’azienda.

La chiave per contrastare lo scollamento tra l’IT e il resto del business è garantire un approccio molteplice, rispetto al quale educare la forza lavoro sulle minacce alla sicurezza e far rispettare la policy di conformità in azienda rappresenta un primo passo importante. Il confronto costante e la trasparenza tra i responsabili IT e gli alti dirigenti sono indispensabili, e i team IT devono essere incoraggiati a promuovere iniziative di sicurezza di ampia portata. A monte di tutto questo, un approccio software-defined dell’IT è in grado di garantire che la sicurezza sia estesa a tutta l’architettura. La virtualizzazione dello storage, del computing e del networking fornisce quell’infrastruttura reattiva e finale che consente di difendersi da queste nuove minacce, dando alle aziende la forza e la flessibilità necessarie per essere in sicurezza, dall’interno verso l’esterno.

Se volete sapere quali minacce alla sicurezza sono più rilevanti per la vostra azienda e in che modo potrete affrontarle, continuate a seguire il nostro blog. Nei prossimi giorni, un’infografica mostrerà ancora meglio i risultati della ricerca e daremo visibilità ai principali 10 consigli che emergono a partire dai dati analizzati, in modo da aiutarvi a ottenere tutto il necessario per garantire che il vostro IT sia in grado di superare con successo le sfide di sicurezza che lo attendono.

Inoltre, nei prossimi mesi abbiamo in programma dei panel di discussione con esperti del settore che, online e dal vivo, forniranno una visione approfondita sul tema della sicurezza dei dati, in modo da offrire a tutti la possibilità di fare domande sugli aspetti più insidiosi.

[1] Specialist market research agency Vanson Bourne polled 1,700 IT decision makers and 3,500 office workers in companies with 1,000+ employees in the UK, France, Germany, The Netherlands, Belgium, Italy, Nordics (Sweden, Norway, and Denmark), Russia & The Middle East (Saudi Arabia and UAE) using a hybrid approach of telephone and online interviewing during March 2016.


 
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