InfoCamere: infrastrutture iperconvergenti per un servizio VDI più performante

September 28, 2017
InfoCamere: infrastrutture iperconvergenti per un servizio VDI più performante

InfoCamere potenzia il servizio di Virtual Desktop scegliendo tramite una gara un’architettura iperconvergente targata VMware e Fujitsu.
Dopo due giorni di implementazione bastano due settimane per completare la migrazione di 600 utenti dall’ambiente precedente. Le persone si ritrovano quasi senza accorgersene in un ambiente molto più performante che offre prestazioni assolutamente paragonabili a quelle di un PC fisico. Unificando il mondo del computing e quello dei dati, la nuova architettura semplifica notevolmente il lavoro del personale IT che può gestire il servizio da un’unica console centrale.

Al servizio del sistema camerale

InfoCamere è il braccio tecnologico delle Camere di Commercio italiane, è la struttura che gestisce il patrimonio informativo e dei servizi del sistema camerale e che supporta le Camere nella loro missione di curare gli interessi generali delle imprese, promuovendone la competitività. Collega tra loro le Camere di Commercio, mettendole in rete con gli attori del sistema produttivo italiano: imprese, cittadini, Pubblica Amministrazione, Associazioni di Categoria, Ordini professionali, Operatori dell’informazione economica. L’attività di InfoCamere spazia dalla gestione del patrimonio informativo delle Camere, all’informatizzazione e semplificazione dei servizi, allo sviluppo di servizi informatici per le attività di back office, alla conservazione di documenti.

Le sfide

Raffaele Di Gennaro è un veterano dei sistemi informativi di InfoCamere. Dirige un team di circa venti persone nel quadro della “Direzione Tecnologie e Impianti” e ha assistito all’evoluzione dei servizi IT in quest’azienda lungo un arco temporale di quasi  trent’anni. Uno degli aspetti più rilevanti del cambiamento che ha vissuto è l’introduzione nel datacenter di InfoCamere delle tecnologie di virtualizzazione, introdotte sin dal 2008 per quanto concerne la componente server. Oggi è responsabile della gestione dei servizi infrastrutturali di InfoCamere. In particolare il suo team gestisce un servizio di Virtual Desktop erogato a circa 600 utenti operativi nelle sedi di Padova, Roma, Milano e Bari. Il servizio è attivo dal 2012 su piattaforma VMware Horizon Enterprise e gli utenti hanno imparato ad apprezzare il vantaggio di operare su una stazione di lavoro configurata e ottimizzata per la loro attività e le applicazioni che utilizzano, ovunque si trovino e senza la necessità di usare un PC tradizionale. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento della richiesta del servizio VDI, e abbiamo potuto verificare che queste architetture richiedono infrastrutture hardware e software a supporto molto efficienti e performanti, sia dal punto di vista elaborativo sia delle risorse di storage messe in campo”, spiega Di Gennaro. “Inoltre, al crescere del numero di utenti e dell’intensità delle risorse, registriamo una crescita più che proporzionale dei costi di gestione dell’infrastruttura”. Per migliorare la qualità e le prestazioni del servizio erogato occorreva potenziare l’infrastruttura di storage a supporto, una soluzione evolutiva “classica” che prospettava costi di acquisizione elevati e un aumento ulteriore del carico di lavoro per il team IT. Bisognava agire presto, altrimenti le prestazioni del servizio VDI avrebbero potuto rivelarsi non più all’altezza dei requisiti.

La soluzione è dentro di te

Alla ricerca di una soluzione per ottimizzare le risorse disponibili all’interno del datacenter di InfoCamere, il team di Di Gennaro intravede un’opportunità nella direzione della virtualizzazione delle risorse di storage. “All’interno della licenza VMware vSphere che avevamo già in casa, il componente vSAN permette di estendere la virtualizzazione allo storage, creando un’infrastruttura iperconvergente al servizio del VDI”, spiega Di Gennaro. In questo modo occorreva sì acquisire nuovo hardware, ma il software vSAN poteva valorizzarne al meglio le risorse elaborative e di storage a beneficio del servizio VDI, nel quadro di un’architettura iperconvergente.

A valle della scelta per questa configurazione ispirata alla visione di un datacenter software-defined, InfoCamere indice una gara per la scelta del Partner in vista della fornitura dei sistemi e l’offerta di Fujitsu si impone su quella di altri player, sia in termini di requisiti tecnici sia dal punto di vista economico. Il 2016 volge al termine e il progetto entra nel vivo della parte implementativa. “L’implementazione dell’infrastruttura basata sulle tecnologie VMware e Fujitsu è stata veramente un’operazione molto rapida, grazie a una serie di componenti di automazione che hanno semplificato moltissimo la fase di startup”, ricorda Di Gennaro. “Sono bastati due giorni e la piattaforma era up and running nel nostro ambiente, perfettamente integrata, controllata e funzionante”. L’attività di migrazione che ne è seguita si è risolta in un paio di settimane per circa 600 desktop virtuali, con un impatto minimo sugli utenti. “Il rilascio di un’infrastruttura di questo tipo, abitualmente richiede molto tempo, il coinvolgimento di molte persone e diverse funzioni aziendali”, spiega Di Gennaro. “In questo caso il rilascio della tecnologia iperconvergente ci ha consentito di contenere tempi e risorse da investire per la fase di startup”.

Benefici

“L’infrastruttura che abbiamo costruito con VMware ci offre la possibilità di fornire il servizio VDI a un’utenza particolarmente esigente con un impatto molto limitato e un incremento assolutamente percepibile nelle performance”, commenta Di Gennaro. “I nostri utenti sono abituati bene, ma i tempi di risposta della piattaforma sono decisamente migliorati e sono oggi del tutto paragonabili a quelli di un PC fisico”.

Al netto miglioramento delle prestazioni si accompagna la semplificazione degli aspetti di gestione dell’infrastruttura e la riduzione dei consumi e dell’occupazione di spazio. “Abbiamo concentrato otto sistemi nuovi in meno della metà dello spazio occupato in precedenza da undici macchine”, precisa Di Gennaro. “Concentrando lo storage e la capacità elaborativa all’interno di un’unica piattaforma anche le competenze delle persone che devono gestire questi sistemi sono più integrate, così come il presidio, che si esercita da un’unica console di controllo”. Oggi il servizio VDI in InfoCamere può essere gestito da un’unica persona. Ne sa qualcosa Simone Tormen, lo specialista tecnico che ha seguito l’implementazione più da vicino, in collaborazione con i tecnici VMware e Fujitsu. “La semplificazione della gestione della piattaforma è il cambiamento più rilevante”, commenta Tormen. “Abbiamo sostituito un’organizzazione tradizionale, che prevedeva sistemisti e storage administrator, con un’organizzazione più snella in cui è sufficiente una sola persona, perché le attività di gestione sono automatizzate o semplificate e i tempi necessari sono ridotti al minimo”.

L’architettura iperconvergente fonde due ambiti tradizionalmente separati in quanto i server utilizzano la capacità elaborativa e quella di storage all’interno della stessa macchina. “Il vero cambiamento è l’integrazione del mondo computing e del mondo dati all’interno della stessa piattaforma”, spiega Di Gennaro. “È un cambiamento molto importante perché trasforma il datacenter, sia dal punto di vista delle risorse tecnologiche, sia dal punto di vista delle persone, perché permette di superare la tradizionale divisione tra sistemisti e storage administrator e in prospettiva annulla molti dei silos di cui un’organizzazione IT come la nostra è composta”.

Prossimi passi

“Questo progetto rappresenta per noi un momento di crescita importante perché ci ha dato la percezione delle potenzialità delle architetture iperconvergenti, non solo in un ambito relativamente circoscritto come i servizi VDI ma per la gestione dell’intera infrastruttura datacenter di InfoCamere”, conclude Di Gennaro. “L’approccio verso un software-defined data center che le tecnologie VMware rendono possibile ci mostra la prospettiva del superamento di molti dei silos a cui le nostre organizzazioni sono tradizionalmente legate, così come le competenze verticali che caratterizzano molti dei nostri specialisti. L’evoluzione tecnologica ci stimola quindi a coglierne i vantaggi e ad aggiornare di conseguenza le competenze delle persone, che in un’organizzazione sono sempre la componente più importante”.

 

 


 
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