I “momenti mobile” nel mondo del business

April 28, 2016
I “momenti mobile” nel mondo del business

Secondo Gartner, la domanda di servizi per lo sviluppo delle applicazioni mobile crescerà entro la fine del 2017 almeno cinque volte più velocemente della capacità interna delle organizzazioni IT di poterli rilasciare.

Questo significa che, se la situazione non cambia, le organizzazioni non saranno in grado di tenere il passo con l’aspettativa dei clienti rispetto alle applicazioni mobile.

Forse questa rappresenta una grande notizia per gli sviluppatori delle applicazioni aziendali, ma in realtà, fino ad oggi, le esperienze che molti hanno avuto con le applicazioni mobile specifiche delle aziende si sono rivelate spesso deludenti.

Nel mondo dei consumatori, lo sviluppo della mobility ha attraversato tre fasi: introduzione, evoluzione e maturità. La fase di introduzione è iniziata con l’avvento dei dispositivi mobile, sette o otto anni fa, quando gli smartphone hanno iniziato ad affermarsi. L’evoluzione ha visto affermarsi i siti web progettati per essere mobile-friendly e lo sviluppo delle applicazioni specifiche per mobile. La fase finale di maturità vede l’avvento dell’approccio “mobile-first” e delle app solo per mobile – come WhatsApp o Snapchat.

Mentre il mercato consumer sperimenta ora i benefici della fase di maturità, il mondo enteprise è ancora bloccato da qualche parte tra l’introduzione e l’evoluzione e deve oggi impegnarsi per recuperare.

Il “momento mobile”

Secondo una ricerca di Forrester, quasi la metà (48 per cento) dei responsabili aziendali sta già implementando applicazioni mobile di produttività[1]. Un ulteriore 42 per cento ha già adottato o sta promuovendo applicazioni mobile per il web/video conferencing.

Nella maggior parte dei casi, queste applicazioni non offrono agli utenti nulla di più di quello che farebbe un sito web ottimizzato per mobile. Il mondo delle imprese, infatti, non dispone ancora di servizi che possano definirsi veramente mobile-first, come Waze, WhatsApp, Google Maps o Evernote, e quindi che siano in grado di creare veri “momenti mobile” per i propri utenti.

Prendete Waze per esempio, un’applicazione che utilizza i dati GPS e gli input degli utenti (avvertimenti e consigli da parte di altri automobilisti) per aiutare a evitare il traffico e gli ingorghi. Per molti utenti, questa l’applicazione è di valore solo in un punto e luogo specifico – questo è il “momento mobile” di Waze!

La sua immediatezza – resa possibile dagli smartphone – è di vitale importanza; se si dovesse accedere al pc portatile, trovare una connessione Wi-Fi e cercare percorsi alternativi, l’applicazione diventerebbe del tutto inutile.

Anche se non vi sono attualmente molte applicazioni aziendali mobile-first, sembra che investire nel mobile oggi paghi.

Nel mese di luglio del 2015, VMware ha condotto un sondaggio su 1.200 responsabili aziendali (BDM) e IT decision maker (ITDMs) in tutto il mondo, scoprendo che il 73 per cento delle aziende che ha adottato un piano di business mobility ha ridotto il tempo operativo del personale IT in media del 29 per cento, e che il 34 per cento di essi ha ridotto i costi IT in media del 20 per cento.
Immaginate come quei numeri potrebbero crescere se le applicazioni aziendali di business mobility fossero effettivamente convincenti – e magari anche divertenti da usare!

Il mobile che verrà

Abbiamo bisogno di trovare nuovi modi per creare questi “momenti mobile”, e tutto inizia con la consapevolezza da parte delle aziende che questo spazio ha bisogno di essere riempito con un’innovazione organica.

I dipendenti ormai sono abituati a un livello di esperienza e interazione senza precedenti con i software mobile al di fuori del lavoro quotidiano, e le aziende più smart che vogliono renderli appagati – e quindi più produttivi – dovrebbero prestare più attenzione a questo aspetto.

Per conoscere meglio il futuro della business mobility e le sue strategie di attuazione visitate la sezione mobility del nostro blog.

[1] Studio Forrester, Business Technographics Global Mobility Survey, condotto su 3.513 decision maker di business e tecnologia in aziende con 100 o più dipendenti (Q2 2015).


 
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