CIO: abilitatori dell’azienda digitale?

May 2, 2016
CIO: abilitatori dell’azienda digitale?
L’approccio del CIO è determinante per sbloccare le digital skill dei dipendenti

 

Guest post di Joe Baguley, CTO EMEA di VMware

Non si può negare che viviamo nel mondo della “digital disruption”, in cui le aziende devono costantemente adattarsi per sopravvivere. Realtà consolidate, a lungo considerate in grado di detenere il potere, ora temono la cultura delle start-up, organizzazioni più piccole e agili capaci di dimostrare, di volta in volta, che nessun settore di mercato è immune al cambiamento.
Al centro di tutto questo si trova la sempre maggiore influenza delle competenze digitali. Uomini e donne di tutte le età abbracciano un approccio “digital-first” scoprendo nuovi modi di lavorare e comunicare e adottandoli sia nella vita privata sia in quella professionale. Dall’utilizzo delle Web Analytics, allo sviluppo e gestione di tutte le piattaforme social, alla codifica – la rivoluzione digitale si è estesa ben oltre la portata del dipartimento IT.

Nonostante l’entusiasmo per il mondo digitale, una ricerca VMware[1] ha rivelato che circa la metà della forza lavoro (48% in Europa e 55% in Italia) ritiene di avere l’opportunità di utilizzare pienamente le proprie competenze digitali all’interno delle organizzazioni. Eppure si tratta proprio di quelle competenze che aiuteranno le aziende a innovare più velocemente e coinvolgere pienamente i clienti.

L’età non è un ostacolo!


È importante ricordare che molti dipendenti sono felici di apprendere le digital skill e di trovare nuovi modi di lavorare in grado di incrementare la produttività, tanto che quasi due terzi di essi in Europa, e addirittura il 75% in Italia, sono disposti a usare il proprio tempo per farlo. Cosa ostacola quindi la possibilità di sfruttare questo entusiasmo per il digitale e utilizzarlo nel mondo del lavoro?

Quando è stato chiesto che cosa pensassero impedisse alle loro organizzazioni di abbracciare il digitale, i dipendenti hanno indicato una serie di fattori, tra cui: il “digital” non integrato con gli obiettivi personali (48% in Italia), la mancanza di budget (44%), le abitudini radicate dei colleghi in azienda che rendono difficile lavorare in modo diverso (41%), le policy aziendali troppo restrittive (39%) e la mancanza di un adeguato sostegno da parte dell’IT (35%).

Al di là di queste barriere, è stato identificato un altro fattore importante che può ostacolare in modo significativo il progresso digitale del business: l’IT aziendale. In effetti, il 40%dei dipendenti in EMEA ritiene di non poter sfruttare appieno le proprie competenze digitali a causa della mancanza di sostegno dell’IT. La realtà è che troppi dipendenti lavorano ancora in strutture rigide, dove non è possibile collaborare in modo immediato o accedere a qualsiasi applicazione su qualsiasi dispositivo, e quindi muoversi al ritmo necessario per competere con i player più agili.

L’opportunità dei CIO

Molti dipendenti ritengono che il dipartimento IT dovrebbe essere l’area di business responsabile della promozione di nuovi modi di lavorare. Il CIO è stato indicato come principale responsabile dal 34% dei dipendenti in Europa, seguito dall’AD/CEO (19%) e dal board (16%). Da questo punto di vista, ritengo sia veramente giunto il momento per i CIO di abbracciare ulteriormente la sfida aiutando le proprie aziende a sbloccare le digital skill dei dipendenti.
Naturalmente, non è un compito semplice. Per cominciare, ogni dipartimento IT ha i propri talenti e capacità diverse nell’acquisire delle sfide.
Il digitale è fondamentale per il funzionamento stesso dell’IT moderno – tanto più oggi con un numero crescente di processi e operazioni che vengono automatizzati. Se da una parte i CIO riconoscono l’importanza del digitale e si adoperano per costruire un team equilibrato che possieda competenze sia tecniche che di collaborazione, non è sempre facile reperire dei profili con il giusto equilibrio in termini di competenze.

Aprile la strada all’innovazione

Oltre a possedere le giuste competenze, si deve considerare che la gestione dell’IT all’interno dell’ambiente digitale di oggi è impegnativa e complessa, con uno scenario dove la sicurezza dei dati è una priorità fondamentale. Questo spiega perché il 43% dei dipendenti dichiari che l’infrastruttura IT esistente limita la capacità della propria azienda di innovare.
Nell’era del cloud mobile, i dipendenti hanno bisogno di accedere costantemente ai dati, da qualsiasi dispositivo, in qualsiasi momento e in modo efficace, così come a un ambiente agile e sicuro.
Esistono vari modi per raggiungere questo traguardo; anche le aziende più prudenti in settori fortemente regolamentati stanno iniziando ad allargare i propri confini con la tecnologia digitale, per cercare di innovare come una start-up ma continuare a operare come un’enterprise.
Per esempio, il gruppo bancario ING ha adottato un cloud ibrido (un ambiente coerente che integra il cloud privato e pubblico) per sviluppare e distribuire rapidamente le applicazioni cloud-native e quelle tradizionali. Questo ha permesso al Gruppo di ottenere l’agilità di muoversi velocemente e di introdurre nuovi servizi innovativi, garantendo allo stesso tempo sicurezza e conformità.

Creare il cambiamento

Innovazione a parte, la tecnologia da sola non sarà in grado di reinventare l’azienda digitale. Si tratta di una questione di cambiamento culturale. Purtroppo, solo la metà dei dipendenti (50%in Europa e 46% in Italia) ritiene che i dirigenti incoraggino l’uso di nuovi metodi di lavoro all’interno dell’organizzazione. Per avere successo come digitale, i responsabili IT e gli alti dirigenti devono lavorare insieme, coinvolgendo partner e consulenti affidabili per ripensare il proprio IT, i processi e le operazioni, garantendo nel contempo sicurezza e controllo.

Oggi che le aziende digitali accelerano il ritmo minacciando sempre più lo status quo, crescerà senza alcun dubbio l’importanza del talento digital, capace di offrire nuove idee ed eliminare (o migliorare) i vecchi processi. Nonostante la complessità della sfida, guidare la nuova era digitale potrà rivelarsi entusiasmante per i CIO. Selezionare gli strumenti giusti, influenzare l’approccio culturale dell’organizzazione e coltivare il talento, sia all’interno che all’esterno del team IT, sono tutti elementi che contribuiranno a plasmare il futuro della competitività di un’organizzazione, proteggendo allo stesso tempo dati, clienti e reputazione.

[1] La ricerca VMware commissionata a Vanson Bourne è stata realizzata nel mese di agosto 2015, intervistando 5.700 impiegati che accedono regolarmente ai dati e alle informazioni via web, in aziende con oltre 100 dipendenti in EMEA.

 


 
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