Che impatto hanno i “mobile rebels” sul tuo business?

June 16, 2014
Che impatto hanno i “mobile rebels” sul tuo business?

La ricerca evidenzia quanta pressione le aziende ricevano sull’utilizzo dei dispositivi mobili. Il 64% dei dipendenti europei (il 65% in Italia) non crede che la propria azienda fornisca loro le soluzioni di cui hanno bisogno per essere produttivi ed efficienti. Allo stesso tempo, il 63% dichiara che il proprio datore di lavoro non offre loro le policy che consentono di lavorare in maniera efficace fuori dall’ufficio.

Tuttavia, il dipartimento IT è consapevole di questo, con circa la metà dei responsabili IT che dichiara di non ritenere la propria organizzazione in grado di far fronte alle richieste dei dipendenti.

La ricerca rivela anche i potenziali rischi per la sicurezza di un uso non autorizzato dei dispositivi mobili. Circa due terzi dei responsabili IT ritiene che le informazioni aziendali siano salvate su dispositivi personali, con circa la metà che sospetta che le informazioni siano commercialmente sensibili. Sono un terzo dei dipendenti intervistati è sicuro che i dati salvati sui propri smartphone non siano commercialmente sensibili, il che significa che la maggior parte di loro non ne è certa.

Fortunatamente, le aziende riconoscono che policy adeguate per il BYOD possono dare una spinta alla produttività e alla soddisfazione del lavoratore e si stanno adeguando di conseguenza.

Il 72% dei responsabili IT dichiara di aver implementato o di avere in programma di implementare soluzioni a sostegno del BYOD. Il dato raggiunge l’81% in Italia.

Inoltre, il 54% dei responsabili IT intervistati (il 62% in Italia) dichiara che nel 2013 saranno predisposti sistemi e policy che assumano come norma e non come eccezione che i dipendenti possano lavorare in mobilità e accedano ai dati da remoto.

Quello che emerge dalla ricerca è che i lavoratori stanno diventando più consapevoli del proprio uso dell’IT e non hanno paura di chiedere nuove modalità di lavorare che possano aumentare la propria produttività. Di conseguenza, l’IT deve ascoltare di più i dipendenti per capirne le esigenze e dar vita a policy che tengano conto di queste considerazioni. Allo stesso tempo, lo studio evidenzia i pericoli legati alla sicurezza che possono riguardare quei dipartimenti IT che non hanno una gestione proattiva del fenomeno. Le aziende devono trovare un compromesso fra il promuovere una cultura del lavoro in mobilità e flessibile e la protezione della proprietà intellettuale e dei dati dei clienti.

Nel prossimo post, parleremo con Brian Gammage per capire come le aziende possono collaborare con questi “ribelli mobili” per assicurare che sappiamo sfruttare i benefici che la mobility può portare.


 
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