Agents of Change: Maurizio Davini, un CTO che reinventa un’organizzazione secolare

July 23, 2018
Agents of Change: Maurizio Davini, un CTO che reinventa un’organizzazione secolare

Processi, culture e tecnologie di qualche decennio fa possono rallentare le organizzazioni mature nel percorso verso la trasformazione digitale. Con secoli di storia alle spalle, l’Università di Pisa dimostra che l’età è solo un numero. Sotto la guida dell’IT, l’Università adotta strategie digitali e tecnologie nuove ed emergenti a un ritmo sostenuto.

Dall’esterno, l’Università – fondata nel XIV secolo – sembra cristallizzata nel tempo, all’interno dei numerosi edifici storici dell’antica città italiana, dove alunni e docenti famosi, come Galileo Galilei, hanno studiato e insegnato. All’interno però, l’Università vanta un’infrastruttura IT e risorse tecnologiche che rispondono alle nuove sfide dell’istruzione internazionale e della ricerca.

“L’Università di Pisa può vantare una storia che risale al XIV secolo e, da allora, non ha mai smesso di reinventarsi.”
Maurizio Davini, CTO Università di Pisa

Come CTO di una delle Università più antiche al mondo, Maurizio Davini ha la responsabilità di modellare il futuro digitale preservando al contempo il patrimonio culturale. Scopri in questo video come questo ‘Agent of Change’ reinventa un’organizzazione secolare.

Soluzioni moderne per una crescita sostenibile

Davini comprende in prima persona che il modo in cui viene impartita l’istruzione superiore sta cambiando e continuerà a cambiare in modo significativo nei prossimi anni. Le università devono competere a livello globale per gli studenti, i professori e i fondi, e devono far leva sulle capacità digitali per rimanere in gioco.

“I leader IT delle università devono essere agenti del cambiamento,” spiega Davini. “Devono guidare la trasformazione dal vecchio mondo IT al nuovo mondo IT – un nuovo mondo in cui le università siano orientate all’impresa e mettano il cliente al centro.”

“Circa l’80 per cento dei team IT nelle università vedrà crescere l’attenzione per la customer experience nei prossimi dodici mesi.”
View from the Frontline: University Edition, Service Desk Institute (SDI) and Freshworks

L’Università evolve per adattarsi a questi cambiamenti: i dipartimenti si moltiplicano, insieme alle necessità tecnologiche. Così, il team di Davini ha deciso di modernizzare i data center con la tecnologia di virtualizzazione. Questo consente all’IT di offrire la massima flessibilità alla popolazione di studenti e docenti in aumento, garantendo allo stesso tempo alti livelli di affidabilità e sicurezza.

La promessa di tecnologie nuove ed emergenti

Davini guarda anche all’emergere di nuove tecnologie, che offrono l’opportunità di ridefinire l’esperienza universitaria:

  • Cloud Computing: “Il cloud trasforma l’agilità delle università in modo che le nuove idee possano essere sperimentate con costi iniziali minimi,” afferma Davini.
  • Realtà aumentata: “Vediamo una grande promessa nella realtà aumentata (AR). Presenta molte opportunità educative,” dichiara. “L’Università possiede alcuni musei e questa tecnologia offre molte possibilità per dare vita a mostre e opere in modo nuovo. Se gli spazi dei musei tradizionali possono mancare di interattività, l’AR stimola una risposta molto più dinamica da parte delle persone e le coinvolge davvero.”
  • Big data: “I big data possono aiutare con la fidelizzazione e il successo degli studenti” continua.
  • Intelligenza artificiale: “E l’intelligenza artificiale porterà maggiori livelli di apprendimento individualizzato, in cui i sistemi rispondono alle esigenze dello studente,” aggiunge.

L’Università di Pisa integra anche il machine learning nella ricerca e nell’analisi IT. “Stiamo cercando di mescolare tutte le nuove tecnologie che stanno emergendo, per progettare una soluzione a prova di futuro per il computing e il machine learning ad alta prestazione,” ha dichiarato Davini a Dell EMC. “Quindi ci stiamo impegnando per prendere il meglio dal mercato per assemblare una soluzione che sostenga la nostra reputazione scientifica.”

Risolvere i grandi problemi mondiali

Non sorprende che, come appassionato di tecnologia, Davini non possa evitare di considerare l’impatto futuro della tecnologia oltre le mura universitarie.

“La tecnologia ha il potenziale di risolvere alcuni dei grandi problemi del mondo” riflette. “E ciò che ritengo più affascinante è che le aziende beneficeranno di alcune delle tecnologie nuove ed emergenti di oggi e delle possibilità che esse creano già nel prossimo futuro. Diventeranno realtà molto velocemente”.

Questo articolo è l’ultimo della serie Agents of Change, una panoramica su come i leader tecnologici in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) sfidano lo status quo per scoprire nuove possibilità per le loro organizzazioni.

Impara da altri Agents of Change.    

 


 
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